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Carboidrati semplici, complessi, zuccheri… quali sono? Via la confusione

Carboidrati semplici e complessi

Scrivo questo articolo per fare un po’ di chiarezza intorno all’argomento carboidrati.

Molto spesso infatti ricevo domande un po’ confuse, in cui vedo utilizzare a sproposito termini come carboidrati semplici o complessi, e ovviamente per poter mettere in pratica i giusti consigli sull’alimentazione è necessario conoscere queste basi.

Ci tengo a dire però che la colpa non è di chi legge e cerca di informarsi su questi temi (anzi, complimenti se sei tra questi), ma di chi scrive articoli un po’ generalisti, banali, poco approfonditi e scopiazzati qua e là senza avere chiaro in testa l’argomento.

Parliamo quindi di carboidrati semplici e complessi, di zuccheri, di amidi ma anche di fibre.

 

Meglio carboidrati complessi o semplici?

Domanda sbagliata.

Come succedeva con i grassi, anche sui carboidrati ci sono alcune linee di pensiero comuni assolutamente insensate.

Forse ti sarà capitato di sentire:

“Bisogna evitare i carboidrati semplici e preferire quelli complessi… perché questi ultimi rilasciano lo zucchero nel sangue più lentamente”!.

Il che è come dire che è meglio mangiare una pizza o un piatto di pasta (carboidrati complessi) rispetto a 500 grammi di frutta (carboidrati semplici), perché la pizza ha un’impatto più debole sulla glicemia.

Ovviamente non è così. Prova a pensare a come ti senti dopo aver mangiato una pizza oppure della frutta: cosa ti provoca maggiore sonnolenza?

O ancora peggio, credere che i carboidrati non facciano ingrassare, oppure che siano necessari nei momenti di stanchezza per recuperare le energie (accade esattamente l’opposto).

La realtà è che non si può rispondere direttamente questa domanda, ma dipende da alimento a alimento.

Ti invito quindi a fare un piccolo “reset” di queste vecchie convinzioni e a seguirmi nell’articolo. Buona lettura!

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