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Come migliorare la digestione ed evitare il gonfiore prolungato dopo i pasti

Gonfiore e digestione

Come migliorare e rendere più tranquilla la propria digestione?

Molte persone mi scrivono di avere problemi di gonfiore e pesantezza subito dopo mangiato. Questa sensazione può portarsi avanti per ore, creare stanchezza, e ripercuotersi anche a livello psicologico causando un “torpore” mentale che rimane per tutta la giornata.

In alcuni casi, portarsi avanti problemi digestivi anche a sera interferisce con il sonno, con la conseguenza che ti svegli la mattina già con la sensazione di pesantezza e certamente non con la carica giusta per affrontare la giornata.

Ma da cosa dipendono i problemi digestivi?

Le cause possono essere diverse, e in questo articolo ho raccolto le più comuni.

Prima però, permettimi di chiarire alcuni concetti che vedo riportati qua e là senza cognizione di causa:

  • PUOI bere 1 o 2 bicchieri d’acqua mentre mangi senza problemi. E’ chiaro che devi farlo con buon senso: se bevi un litro d’acqua gelata, aspettati qualche lamentela da parte del tuo stomaco. Se bevi troppo, il problema è a monte: o stai usando troppo sale, o non stai mangiando verdure.
  • PUOI combinare fonti di proteine e carboidrati insieme, purché siano cibi a digestione veloce (ne parlo più sotto).
  • PUOI – e devi – mangiare grassi (di buona qualità). E’ vero che i grassi richiedono (a volte) una digestione più lunga, MA non sono quelli che creano gonfiori e pesantezza allo stomaco, tutt’altro. Anche di questo parlo in modo più approfondito tra poche righe. Inoltre ricorda: una dieta povera di grassi è una dieta povera di nutrienti.

 

5 fattori che rallentano e appesantiscono la tua digestione

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Alimentazione sana: come cucinare i legumi in tre steps

Cucinare i legumi dovrebbe diventare un’azione quotidiana per chi segue un’alimentazione sana, perché sono una delle classi di alimenti fondamentali (insieme a verdura, frutta e cereali) oltre che potenti anti-stanchezza.

Vanno quindi consumati quotidianamente, cucinandoli giorno per giorno oppure conservandoli in frigo per max 3-4 giorni. Ecco i tre step:

1) Sciacquo e ammollo

Per prima cosa i legumi devono essere il più freschi possibile, avere una data di scadenza lontana di qualche mese ed essere conservati in modo adatto, così da evitare il rischio aflatossine. A questo punto vanno sciacquati e messi a bagno in acqua fredda o calda almeno una notte per quanto riguarda i vari tipi di fagioli, fave spezzate, piselli, mentre i ceci, cicerchie e soia (gialla e nera) richiedono 24 ore di ammollo.

Un trucco per accelerare l’ammollo è usare acqua calda, cambiandola di tanto in tanto, senza aggiungere né sale né bicarbonato. L’unico legume che si può cuocere direttamente sono le lenticchie, di tutte le qualità, e tornano utili nel caso la sera precedente ci si dimenticasse di mettere a bagno i legumi.

2) Cottura

L’acqua dell’ammollo va eliminata ed i legumi, senza essere sciacquati, vanno messi in pentola con l’acqua ancora fredda, portandoli ad ebollizione e lasciandoli poi cuocere con il coperchio a fuoco basso, aggiungendo acqua se necessario. I tempi di cottura variano ovviamente dal tipo di pentola utilizzato, sta quindi a te decidere se usare un metodo tradizionale (pentola di coccio) o più veloce (pentola a pressione). La cottura termina quando i legumi sono morbidi, non croccanti, e hanno assorbito tutta l’acqua, che quindi non va scolata.

3) Condimento

Meno si condiscono, più sono digeribili e sani. Ma per esaltarne il sapore sono perfette tutte le spezie, dalle nostrane a quelle più orientali (timo, prezzemolo, maggiorana, curcuma, cumino, zenzero ecc.), poco sale (iodato o integrale, vedi questo articolo), e pochissimo olio, e solo se è vero olio extravergine di oliva spremuto a freddo.

Per evitare ogni tipo di problema di gonfiore addominale, leggi questo articolo più specifico.

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