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Quale olio per cucinare? La verità sugli oli di semi

Olio di oliva

 

“Qual è l’olio migliore per cucinare? E per friggere?”

Ieri ho ricevuto questa domanda da una lettrice del blog, confusa su quali siano gli oli adatti alla cottura.

E’ una domanda sensata, perché sono tanti gli oli tra cui possiamo scegliere e tante sono le informazioni che ci arrivano da tv, riviste e siti web, spesso contraddittorie e poco oggettive.

Olio di oliva o extravergine di oliva? E gli oli di girasole, mais, arachidi e soia che proprietà hanno? Questi oli hanno caratteristiche chimiche diverse e di conseguenza possono essere adatti alla cottura oppure creare sostanze tossiche. Andiamo a vedere nel dettaglio:

 

Quello che devi assolutamente sapere sugli oli di semi

Prima di passare alla parte pratica, c’è un concetto molto semplice ma fondamentale da capire.

Quasi tutti gli oli contengono grandi quantità di acidi grassi essenziali, nutrienti indispensabili per parecchie funzioni corporee, in grado di abbassare trigliceridi e colesterolo LDL e controllare l’infiammazione, riducendo di conseguenza il rischio di malattie cardiovascolari.

Quando si parla di grassi essenziali ci si riferisce soprattutto a:

  • Omega 3 (il precursore e il più “famoso” del gruppo è l’alfa linolenico o ALA, ma ancora più importanti sono gli EPA e DHA);
  • Omega 6 (acido linoleico).

Fin qui tutto bene. Quello che risulta un po’ meno chiaro è il rapporto tra Omega 6 e Omega 3, ovvero quanti grassi Omega6 vengono assunti con la dieta rispetto agli Omega3. Perché è importante questo rapporto?

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