Stanchezza da studio: 3 modi per superarla

La stanchezza da studio compare ovviamente quando sovraccarichiamo la mente di lavoro, ma ci sono anche delle cattive abitudini che peggiorano le performance e ci impediscono di sfruttare al 100% le nostre risorse.

Riconoscerle ed eliminarle è fondamentale per ottenere la massima concentrazione ed evitare le ore di studio inutili (ad esempio quando pensi di studiare ma appena chiudi il libro ti sei dimenticato già quasi tutto). Ecco come evitarle:

 

Il cervello NON vuole zuccheri

E’ una bufala che di tanto in tanto si sente ancora, complice un disastroso malinteso: il cervello ha sì bisogno di glucosio, ma di quello ottenuto a partire dai carboidrati complessi.

Mangiare zuccheri (cioè carboidrati semplici: dolci, bevande zuccherate, molti prodotti industriali), tranne la frutta, prima di mettersi sui libri è il modo migliore per soffrire di stanchezza da studio: la glicemia si alza velocemente e si abbassa altrettanto rapidamente ad opera dell’insulina, creando di nuovo il senso di fame e mandando in crisi il cervello (e causando la ben nota sonnolenza diurna).

Prima di studiare è quindi importante curare l’alimentazione, scegliendo un pasto a basso carico glicemico (ad esempio accostando i legumi ai cereali) e magari completandolo con un frutto.

 

Ogni 50 minuti fai una pausa

Alcuni studi hanno messo in luce il fatto che la concentrazione tende a calare notevolmente quando si avvicina l’ora di lavoro intellettuale. Pertanto, invece di puntare ad uno studio continuato senza pause, ti consiglio di organizzare il tuo tempo in blocchi di studio da circa 50-55 minuti ognuno, tra i quali inserirai pause di 10-15 minuti.

Nei tempi morti ne puoi approfittare per sgranchire le gambe, bere acqua (è fondamentale mantenere una buona idratazione per evitare la stanchezza mentale), osservare oggetti lontani per preservare la salute della vista, o comunque fare di tutto per distrarre la mente dallo studio.

 

Cura il sonno

La maggior parte delle persone con problemi di stanchezza da studio non ha un buon riposo. In particolare studia fino a notte fonda e si sveglia tardi la mattina, sconvolgendo il ritmo sonno-veglia.

Questo è sbagliato perché il nostro cervello è tarato per essere più attivo la mattina e diminuire progressivamente la sua efficienza verso sera, quando effettivamente sono più indicate le attività rilassanti.

Anche se alcune persone sostengono di studiare meglio di notte (e ciò può esser vero), in ogni caso la qualità del sonno ne risentirà e quindi il giorno successivo si accuserà maggiore stanchezza e sonnolenza.

Un consiglio per chi trova difficoltà a studiare di giorno, magari a causa di rumori (bambini, cani, operai ecc.): affidati ai rumori bianchi. Si tratta di file mp3 liberamente scaricabili online (basta una ricerca su google) ed eseguibili con un qualsiasi lettore, che producono un suono uniforme e non dannoso per la concentrazione, in grado di coprire i rumori ambientali fastidiosi.

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