Metalli pesanti negli alimenti: istruzioni per l’autodifesa

Intossicazione da metalli pesanti

L’intossicazione da metalli pesanti è un problema riconosciuto soprattutto perché ormai è nota (in ambito scientifico) la correlazione tra un “accumulo” lento e progressivo di questi nell’organismo e la comparsa di patologie croniche.

Quello che davvero manca è l’informazione a livello pratico. Ovvero:

quali sono i metalli tossici? Come agiscono all’interno del nostro organismo? Dove si trovano e come possiamo limitare l’esposizione, per quanto possibile?

Siccome l’argomento è estremamente importante, queste sono le domande a cui risponderò nell’articolo che stai leggendo.

Ti basti sapere che oggi siamo centinaia di volte più esposti a queste sostanze tossiche rispetto a 50 o 100 anni fa. Continua a leggere!

Quali sono i metalli tossici?

Il corpo umano ha assolutamente bisogno dei metalli per svolgere molte funzioni vitali (basta pensare al ferro dell’emoglobina), ma alcuni di questi, se presenti in quantità elevate, possono provocare gravi conseguenze alla salute.

Solitamente riferendosi ai metalli pesanti si parla di cadmio, mercurio, piombo e alluminio.

 

Come agiscono all’interno del nostro organismo?

Qui sta la pericolosità dei metalli. Mentre la maggior parte delle tossine vengono eliminate, attraverso varie reazioni chimiche, dal potente sistema disintossicante dell’organismo, i metalli tossici sono ineliminabili e vanno ad insediarsi in alcune zone precise, come nel cervello, nel fegato, nei reni, nelle ossa e nel tessuto adiposo.

Ovviamente, in base a dove si formano questi accumuli tossici, cambiano i disturbi e le patologie che si vengono a formare.

Oltre a questo gli accumuli dei metalli (che crescono inesorabilmente nel corso degli anni) provocano tre gravi conseguenze, due delle quali possono spiegare la stanchezza eccessiva di cui soffrono molte persone e in alcuni casi la comparsa di sindrome da stanchezza cronica (CFS):

 

  • Bloccano l’attività enzimatica: gli enzimi sono catalizzatori delle normali reazioni biochimiche, quindi quando la loro azione viene interrotta possono comparire problemi di varia natura;

 

  • Formano radicali liberi: i radicali liberi sono molecole instabili “impazzite” che se non vengono ostacolate efficacemente dagli antiossidanti, provocano degenerazione e morte cellulare;

 

  • Mettono a repentaglio la salute ( e la vita) del feto potendo provocare gravi malformazioni, essendo capaci di oltrepassare la placenta.

 

Quello che succede a lungo termine è ancor più grave. Depositi nelle ossa possono dare luogo a osteoporosi e rachitismo, depositi nel cervello a malattie neurodegenerative (come Alzheimer e Parkinson) e in generale l’esposizione aumenta significativamente le probabilità di contrarre tumori.

 

Dove si trovano e come possiamo limitare l’esposizione, per quanto possibile?

L’abitudine “universale” peggiore in questo senso è senz’altro quella del fumo, dato che attraverso le sigarette respiriamo grandi quantità di cadmio e piombo.

Un’altra regola generale è quella di controllare il più possibile la provenienza del cibo che mangiamo: come e dove sono coltivate le verdure dove ti rifornisci solitamente?

Purtroppo, non basta che compri alimenti a “Km0”. Questo vuol dire tutto e niente. Infatti, devi prima assicurarti che l’agricoltore non abbia frutta e verdura e 5 metri da una strada molto trafficata o vicino a una coltivazione intensiva che inquina le falde acquifere (un paradosso non certo impossibile).

Queste sono le regole generali, poi ce ne sono altre più specifiche per limitare l’esposizione ai singoli metalli.

Per questo motivo ho deciso di suddividere l’argomento in più articoli, che troverai pronti tra pochi giorni.

Intanto questa è la lista degli argomenti più nello specifico (in fase di aggiornamento):

 

Spero che apprezzerai l’iniziativa.

Continua a seguire il blog!

A. G.

 

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One Response

  1. salvatore 31 agosto 2013

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