Alimentazione sana: come cucinare i legumi in tre steps

Cucinare i legumi dovrebbe diventare un’azione quotidiana per chi segue un’alimentazione sana, perché sono una delle classi di alimenti fondamentali (insieme a verdura, frutta e cereali) oltre che potenti anti-stanchezza.

Vanno quindi consumati quotidianamente, cucinandoli giorno per giorno oppure conservandoli in frigo per max 3-4 giorni. Ecco i tre step:

1) Sciacquo e ammollo

Per prima cosa i legumi devono essere il più freschi possibile, avere una data di scadenza lontana di qualche mese ed essere conservati in modo adatto, così da evitare il rischio aflatossine. A questo punto vanno sciacquati e messi a bagno in acqua fredda o calda almeno una notte per quanto riguarda i vari tipi di fagioli, fave spezzate, piselli, mentre i ceci, cicerchie e soia (gialla e nera) richiedono 24 ore di ammollo.

Un trucco per accelerare l’ammollo è usare acqua calda, cambiandola di tanto in tanto, senza aggiungere né sale né bicarbonato. L’unico legume che si può cuocere direttamente sono le lenticchie, di tutte le qualità, e tornano utili nel caso la sera precedente ci si dimenticasse di mettere a bagno i legumi.

2) Cottura

L’acqua dell’ammollo va eliminata ed i legumi, senza essere sciacquati, vanno messi in pentola con l’acqua ancora fredda, portandoli ad ebollizione e lasciandoli poi cuocere con il coperchio a fuoco basso, aggiungendo acqua se necessario. I tempi di cottura variano ovviamente dal tipo di pentola utilizzato, sta quindi a te decidere se usare un metodo tradizionale (pentola di coccio) o più veloce (pentola a pressione). La cottura termina quando i legumi sono morbidi, non croccanti, e hanno assorbito tutta l’acqua, che quindi non va scolata.

3) Condimento

Meno si condiscono, più sono digeribili e sani. Ma per esaltarne il sapore sono perfette tutte le spezie, dalle nostrane a quelle più orientali (timo, prezzemolo, maggiorana, curcuma, cumino, zenzero ecc.), poco sale (iodato o integrale, vedi questo articolo), e pochissimo olio, e solo se è vero olio extravergine di oliva spremuto a freddo.

Per evitare ogni tipo di problema di gonfiore addominale, leggi questo articolo più specifico.

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Rimedi stanchezza: gli integratori funzionano?

Gli integratori contro la stanchezza sono sempre più venduti, un dato che conferma come la stanchezza sia ormai un sintomo particolarmente diffuso.

“Ma una vitamina o un minerale estratti dagli elementi naturali che li contenevano, incapsulati, testati su topi  e venduti a prezzi esagerati sono davvero la risposta a questo problema?”

Se fai uso di integratori (a parte ovviamente quelli necessari per contrastare patologie in corso e consigliati dal tuo medico) come sistema per tappare i buchi di un’alimentazione scarsa di nutrienti, o ti stai ragionevolmente chiedendo quali siano davvero efficaci… ti consiglio prima di tutto di leggere con attenzione questo articolo.

 

Cosa dice la ricerca scientifica riguardo gli integratori?

Molti degli integratori in commercio, ai quali alcuni attribuiscono proprietà quasi miracolose, alla prova pratica si sono dimostrati praticamente inutili. E’ ad esempio il caso della vitamina C, che per 60 anni si credeva fosse in grado di prevenire il comune raffreddore.

Alcuni anni fa è stata effettuata una meta-analisi, ovvero sono stati analizzati 29 studi eseguiti nel corso degli ultimi decenni. Studi seri, per i quali l’effetto della vitamina C è stata confrontato con un placebo.

Gli oltre 11.000 candidati hanno integrato 200 mg di vit. C al giorno (2-3 volte la dose giornaliera raccomandata), ma senza ottenere benefici per quanto riguarda la prevenzione del raffreddore, mentre la durata è diminuita leggermente. Puoi leggere la fonte qui.

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Stanchezza fisica: cosa fare?

La stanchezza fisica e mentale può essere sintomo di svariate patologie, o addirittura essere una vera e propria malattia, cioè la sindrome da stanchezza cronica (Chronic Fatigue Syndrome, in realtà abbastanza rara).

Ma nella grande maggioranza dei casi, la stanchezza è uno stato in cui si trovano molte persone sane e viene percepita come offuscamento mentale, mancanza di energie, incapacità di riposarsi, affaticamento precoce, e via dicendo.

I medici riferiscono che il 25% dei pazienti, rivolgendosi a loro, lamenta uno stato di stanchezza generale, pur apparendo sani alle comuni analisi.

Questo perché essere privi di patologie non presuppone il sentirsi al pieno delle proprie forze, anzi la maggior parte della gente che per la medicina è sana, non riesce mai a raggiungere i massimi livelli energetici, ed è costretta a vivere una vita alla metà delle proprie potenzialità.

Ma cos’è che ha portato la società moderna in questa situazione?

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