Gruppi sanguigni e alimentazione: ecco perché ci crediamo

gruppo-sanguigno-alimentazioneLa dieta del gruppo sanguigno ha qualcosa di diverso rispetto alle altre diete.

Solitamente tutti i programmi alimentari “miracolosi” vengono diffusi con un libro, supportati da un paio di studi (poco seri) e soprattutto da qualche milione di dollari.
In questo modo hanno una grossa visibilità iniziale che però crolla velocemente lasciando spazio, l’anno successivo, ad un’altra dieta definitiva supportata da qualche incredibile scoperta.

Ma stavolta non è così.

 

Gruppi sanguigni e alimentazione: esiste un legame?

Quella dei gruppi sanguigni è una dieta che sta resistendo da un paio di decenni e probabilmente avrà ancora vita lunga, infatti se è valida o meno rientra sicuramente tra le 5 domande più comuni che mi vengono poste.

Il motivo per cui la gente continua a parlarne è perché, a suo modo, FUNZIONA. Nel senso che adottandola hai buone possibilità di perdere peso, disintossicarti e sentirti più in forma, ma attenzione: i risultati che puoi ottenere non hanno niente a che fare con i principi che stanno alla base di questa dieta.

Continua a leggere l’articolo per scoprire cosa funziona e perché.

 

Il grande abbaglio

Continuare a pensare,  nel 2014, che ci sia una correlazione diretta tra gruppo sanguigno e alimentazione ideale, e che sia addirittura l’unico fattore determinante, significa credere ad affermazioni mai supportate scientificamente ma anche (altrettanto importante) poco logiche.

Prendiamo ad esempio l’intolleranza al lattosio. La percentuale di persone che non digeriscono il latte in età adulta non è uniforme in tutto il mondo, ma varia moltissimo di popolazione in popolazione. Ad esempio i popoli africani storicamente non possiedono l’enzima lattasi, e secondo le stime più recenti solo una persona su dieci digerisce il latte correttamente.

Al contrario, i nordici hanno quasi tutti l’enzima lattasi. Questo perché il lattosio, lo zucchero del latte, aumenta la biodisponibilità della vitamina D, che ha un ruolo chiave nel mantenere la salute ossea. Dal momento che le popolazioni del nord Europa vivono in costante carenza di sole (grazie al quale l’uomo produce la vit. D), il fatto di bilanciare questo svantaggio con la capacità di digerire il lattosio ha probabilmente costituito un’enorme punto a favore nell’evoluzione di questi popoli, rendendo più rare patologie come il rachitismo.

Tutto questo per dire che la predisposizione all’intolleranza al lattosio non ha nulla a che vedere con il gruppo sanguigno con il quale si nasce, dato che secondo la famosa dieta  i latticini sono vietati per le persone con i gruppi 0 e A, le quali sono distribuite molto più equamente in tutti i continenti.

Allo stesso modo, mai nessuna prova a sostegno di queste teorie è stata pubblicata.

 

“Ma allora perché con me funziona?”

La risposta a questa domanda vale per moltissime diete che sembrano garantire buoni risultati pur non avendo nulla di speciale in sé, ma in questo caso è ancor più vera.

distribuzione-gruppi-sanguigni

Fonte: http://www.avisforli.it/gruppi-sanguigni-avis-forli_34c18.html


Ora rifletti su questo: se un milione di persone in Italia provano questa dieta, circa 400.000 (vedi tabella), di loro, avendo gruppo 0, seguiranno la dieta del “cacciatore”, ovvero come primo passo ridurranno glutine e latticini dalla propria alimentazione.

E’ quindi ovvio che ne trarranno benefici, ma questo non ha nulla a che vedere con il gruppo sanguigno.
Chiunque seguendo queste poche indicazioni può avere un miglioramento netto in termini di salute!

A riprova di ciò (niente di “scientifico”, ma sarebbe strana come conseguenza), facci caso quando leggi la testimonianza di un seguace di questa dieta. Ha sicuramente il gruppo 0 e non ha fatto altro che seguire la regola del “più verdure, più proteine, meno pasta, meno latticini“.

Non mi è mai capitato, e ti prego di segnalarmelo se invece a te è successo, di sentire qualcuno parlare bene di questa dieta avendo gruppo B (“nomade”) e quindi dopo aver aumentato il consumo dei latticini, o gruppo A (“agricoltore”) dopo aver ridotto le proteine a favore dei cereali.

Dal momento quindi che la dieta del gruppo sanguigno porta buoni risultati a una grossa fetta della popolazione, e non per mera “suggestione”, è chiaro che le testimonianze positive fioccano. Ma nonostante questo il legame gruppi sanguigni e alimentazione rimane basato sul nulla.

 

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2 Commenti

  1. Nunzio 21 giugno 2014
  2. Fabrizio 25 novembre 2015

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