Fitati e altri antinutrienti: sono davvero un pericolo?

Antinutrienti: fitati, saponine, tannini…

 

Hai mai sentito parlare degli antinutrienti?

Sono delle sostanze naturalmente presenti nella grande maggioranza degli alimenti che consumiamo, le quali non portano nutrimento ma al contrario limitano l’assorbimento di preziosi minerali, come lo zinco, il magnesio e il ferro.

Il pericolo è quindi che un’alimentazione ricca di antinutrienti possa pian piano causare delle carenze, soprattutto in soggetti a rischio, come il ferro per le donne o lo zinco per gli uomini.

Questo è un po’ quello che si legge in giro. Ma è tutto qui? Ci sono in realtà altre cose che dovresti sapere, prima di decidere se nella tua dieta è davvero il caso di dare un “taglio” a questi antinutrienti.

 

Dove, Cosa, Perché

Inizio col dire che queste sostanze sono presenti un po’ dappertutto, quindi evitarle totalmente è impossibile. La grande maggioranza si trova nel regno vegetale, perché le piante le producono come difesa contro gli animali, mentre gli animali ovviamente si difendono in altro modo (un esempio di antinutriente nel mondo animale è l’avidina dell’uovo, che comunque viene disattivata con la cottura).

Avrebbe senso smettere di mangiare verdura per evitare i fitati e simili? Ovviamente no, perché i benefici sono di gran lunga superiori agli aspetti negativi.

Ma cosa succede quando i fitati diventano davvero tanti? Questo è il caso dei legumi: vediamo come è più logico comportarsi.

Le perdite di minerali sono relativamente basse, parliamo di un 20% circa in media, ma capisco che se stai molto attento alla dieta, oppure ti senti in qualche modo “a rischio”, anche quel numero fa la differenza.

E’ giusto precisare che queste sostanze diminuiscono l’assorbimento di vitamine e minerali SOLO degli alimenti in cui sono contenute, ma NON possono in alcun modo impoverire le riserve di nutrienti dell’organismo.

La dieta che puoi trovare in Vinci la Stanchezza ad esempio, è molto più ricca di vitamine, minerali, enzimi e antiossidanti rispetto alla “normale” dieta moderna, e anche calcolando la presenza di fitati e saponine le perdite sono minime.

Per saperne di più, vai qui e scarica il mio ebook gratuito.

Deve stare attento chi invece mangia male, poco, in modo monotono, troppo cotto o tutte queste cose messe insieme: in quel caso gli antinutrienti possono dare la “mazzata finale”.

 

Antinutrienti: Pro e Contro

Parlavamo dei legumi. I fitati di cui sono ricchi vengono ridotti dall’ammollo e ovviamente dalla cottura, ma continuano ad essere presenti una volta nel piatto. L’unico Contro lo abbiamo già ripetuto: limitano l’assorbimento dei minerali.

Ma già questo aspetto negativo può essere limitato se tieni a mente queste due preziose regolette:

 

  • I carotenoidi, conferma uno studio, limitano l’azione dei fitati;
  • La vitamina C assunta ai pasti da fonti naturali aumenta di almeno il doppio l’assorbimento di ferro, magnesio e zinco.

Inserisci nel tuo piatto pomodori, carote crude o cotte, rucola e spinaci e i fitati non potranno creare nessun problema di “carenza”.

E non solo, c’è anche un Pro: le sostanze antinutrienti hanno tutte una potente azione antiossidante (potremmo dire anti-cancro, anche se poi ciò che conta in questo senso è la dieta generale), Quindi mantengono giovane l’organismo e aiutano il sistema immunitario nei confronti dei radicali liberi.

Aggiornamento Maggio 2015: a rendere ancora più inutile la guerra contro l’acido fitico, sembra che l’intestino sia in grado di produrre enzimi che digeriscono i fitati (fonte).

Se l’articolo ti è stato utile, condividilo su Facebook!

Un caro saluto,

Alessandro Gandini
Consulente di Naturopatia Scientifica

Opt In Image
Soffri di Stanchezza?
Condividi:

4 Commenti

  1. paola mantero 3 febbraio 2013
  2. marinella 18 agosto 2013
    • Alessandro Gandini 18 agosto 2013
  3. nadia mangini 8 febbraio 2015

Lascia un commento