Alimenti integrali: quali sono e come ti possono aiutare

Sempre più spesso le persone sentono il bisogno di ricorrere agli alimenti integrali, informate sui tantissimi benefici che un’alimentazione di questo tipo offre.

Innanzitutto occorre fare chiarezza sul cosa sono davvero questi prodotti, poiché qualcuno (sbagliando) pensa che si tratti di cibi poco appetibili dal sapore di crusca.

Per alimenti integrali si intendono soprattutto i cereali e loro derivati, quindi parliamo di pane integrale, pizza integrale, grissini integrali e così via.

 

Quali sono i vantaggi del mangiare integrale?

Il più grande pregio di questi alimenti sta nel loro contenuto in micronutrienti, in particolare le vitamine del gruppo B e importanti minerali come il magnesio. Ogni cereale ha poi differenti qualità e caratteristiche, per questo è sempre consigliato introdurre nella propria dieta anche cereali da molti considerati “strani”, che oltre a regalare un po’ di varietà ai nostri menù ed essere più ricchi di antiossidanti del classico frumento, sono anche senza glutine e quindi più delicati per il nostro intestino: grano saraceno, quinoa, riso, amaranto, miglio sono ormai facilmente reperibili anche nei supermercati.

Un altro importante vantaggio degli alimenti integrali è senz’altro la ricchezza di fibre (un notevole aiuto per chi ha un intestino pigro), più del doppio rispetto alla controparte raffinata.

Innumerevoli sono poi gli studi scientifici che associano al consumo di cereali integrali un miglior controllo del peso, minori rischi cardiovascolari, colesterolo cattivo più basso e vantaggi praticamente su tutta la linea.

 

Cosa si intende esattamente con “alimenti integrali”?

Prendendola alla larga, gli alimenti integrali sono quelli che arrivano nel nostro piatto integri, senza essere stati manipolati in modo che a noi ne arrivi un estratto, una brutta copia dell’originale priva di nutrienti.

Ad esempio se al supermercato compriamo una mela stiamo mangiando un alimento intero, al naturale, mentre se compriamo del succo di mela sappiamo benissimo che lì dentro c’è ben poco della mela come la conosciamo.

Ma dato che per alimenti integrali si intende quasi sempre cereali integrali, possiamo chiederci: qual è la differenza tra piatto di pasta raffinata ed uno integrale?

Il chicco del grano è composto da 3 parti: una buccia protettiva chiamata crusca, ricca di fibre, il germe che darà vita alla nuova pianta ricco di micronutrienti ed acidi grassi, e la parte amidacea che sarà il nutrimento della pianta che nascerà, ricca appunto di carboidrati complessi.

I farinacei come siamo abituati a conoscerli derivano tutti da farine bianche, cioè farine prive di crusca e germe.

Il passaggio ai cereali raffinati è avvenuto da poco più di un secolo, mentre prima i cereali venivano consumati integrali da migliaia e migliaia di anni. I motivi principali per cui il raffinato si è diffuso velocemente sono la maggiore conservabilità e il fatto che il pane ottenuto risulta più morbido.

Oggi noi siamo coscienti dei danni che ha portato questo cambiamento, che ha impoverito enormemente la nostra alimentazione e ha creato patologie gravi (beri-beri) nei popoli che fondavano la propria dieta sui cereali integrali.

 

Questo significa che i cereali integrali sono sanissimi?

Ora che hai scoperto quali sono gli alimenti integrali, non pensare che puoi mangiarne in grosse quantità solo perché portano più benefici di quelli raffinati.

In realtà, per evitare problemi come sonnolenza dopo pranzo e confusione mentale, i cereali integrali vanno mangiati in piccole quantità, e preferibilmente QUELLI GIUSTI.

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Un caro saluto,

Alessandro Gandini
Consulente di Naturopatia Scientifica

 

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